SITI DI STOCCAGGIO DEI RIFIUTI

Siti sensibili e sorvegliati speciali delle prefetture

“Sono stati circa 300 i roghi in aziende che effettuano recupero, riciclo e stoccaggio di rifiuti”

È quanto affermato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa in seguito al sopralluogo effettuato in un sito di smaltimento di rifiuti differenziati a San Vitaliano, in provincia di Napoli, teatro dell’ultimo episodio di incendio che ha fatto scattare il rischio diossina.

Per la Commissione Bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti si parla, a dicembre 2017, di 261 casi negli ultimi tre anni. Un rogo al mese solo in Lombardia.

Gli episodi di incendi (dei quali il 20% sono stati accertati come dolosi) hanno subito una tale impennata negli ultimi tempi da far avanzare ipotesi, come la più sempre diffusa pratica di bruciare i rifiuti per nascondere pratiche illecite. Emblematico il caso dell’azienda Eredi Bertè a Mortara (PV), dove il rogo è scattato proprio la mattina prima dell’ispezione dell’Arpa.

Già il 15 Marzo 2018 era stata emanata una Circolare del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare recante “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”, ma ciò sembra non bastare.

Da ieri sera, attraverso una circolare mandata alle Prefetture, è stato chiesto dal Ministro Costa che i siti di stoccaggio vengano inseriti nei Piani Coordinati di Controllo del Territorio, coordinati dal Prefetto e gestiti dalle forza dell’ordine, e quindi considerati siti sensibili. Ciò garantirebbe “controlli maggiori e costanti, oltre che una maggiore sicurezza per i cittadini e per gli imprenditori che possono subire dei danni”.