LA STRATEGIA EUROPEA PER LA PLASTICA IN UN’OTTICA DI ECONOMIA CIRCOLARE

Un nuovo modo di vedere e pensare la plastica.

La plastica è un materiale onnipresente nelle nostre vite e diffuso in molti settori tra cui, oltre ai classici imballaggi, edilizia, elettronica e settore automobilistico grazie alle sue molteplici proprietà meccaniche e tecnologiche, come l’ottima lavorabilità, elasticità e resistenza alle sollecitazioni. Si stima che annualmente solo in Europa vengano generati 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici.

Spesso, però, la plastica viene associata a problemi ambientali di cui sicuramente il più noto è l’inquinamento marino e la generazione di anidride carbonica (400 milioni di tonnellate l’anno)  derivante dai processi di produzione e incenerimento.

Attualmente il potenziale di riciclaggio dei materiali plastici è ancora non sfruttato, rispetto ad altri come la carta, il vetro o il metallo. Si pensi che della quota annuale prodotta in Europa solo il 30% viene destinato a riciclo e una buona parte è trattata in paesi ex UE. Le motivazioni principali risiedono:

  • Prezzi bassi delle materie prime e bassa redditività del settore;
  • Bassa domanda di plastica riciclata;
  • Diversità intrinseca: i prodotti in plastica sono studiati appositamente dal punto di vista della composizione chimica per soddisfare esigenze specifiche. È per questo che abbiamo il PET, il PE-HD, il PVC, il PP, il PE-LD, polistiroli ecc…(vedi sito di COREPLA). Ciò rende più complesso il processo di riciclaggio, insieme alla incertezza riguardo un’eventuale contaminazione da sostanze pericolose (es. plastica trattata con coloranti ad alto contenuto di metalli);
  • Insufficiente tasso di raccolta differenziata.

Quali sono le prospettive future?

Recentemente la Commissione Europea ha posto una serie di obiettivi, radunati attorno allo scopo principe di rendere l’UE l’esempio mondiale per l’attuazione di una nuova economia della plastica, in cui la progettazione e la produzione di questo materiale e dei suoi prodotti rispondano pienamente alla esigenze di riutilizzo, riparazione e riciclaggio e in cui il loro sviluppo avvenga all’insegna della sostenibilità”.

In questa strategia compaiono alcuni grandi attori:

  • Il singolo cittadino, sensibilizzato nei confronti delle problematiche ambientali annesse ad un uso sconsiderato della plastica e chiamato ad evitare sprechi;
  • I comuni, chiamati ad aumentare entro i 2030 i tassi di riciclaggio;
  • I produttori di materie plastiche, investiti di una responsabilità estesa nella progettazione di prodotti a più lunga durata, di alta qualità e maggiormente reciclabili;
  • Gli impianti di trattamento di rifiuti e riciclaggio, operanti in stretta collaborazione con i laboratori chimici e di ricerca al fine di individuare nuove tecnologie per la riqualificazione della plastica;
  • I singoli Stati i quali dovranno garantire politiche economiche di incentivazione delle scelte di progettazione più sostenibili, minimizzazione dello smaltimento in discarica e/o incenerimento e creare mercati sostenibili per la plastica riciclata e rinnovabile.

Per una lettura più approfondita si rimanda alla Comunicazione “Strategia europea sulla plastica nell’economia circolare” della Commissione Europea, pubblicata il 16/01/2018.